L'unicorno

L’UNICORNO

Mia figlia maggiore ha, all’età di quattro anni, le idee chiare su varie faccende fondamentali dell’esistenza. Tra i colori ha una preferenza spiccata per il rosa (sigh), in materia di abbigliamento ha una predilezione indiscutibile per le gonne e in fatto di amicizie ha individuato una compagna del cuore con cui condivide, in via privilegiata, giochi e segreti. Ha gusti intransigenti e irremovibili anche in materia di alimentazione dove manifesta un incontenibile trasporto per la pizza, i broccoli (oh yes!) e il gorgonzola e un’avversione ai limiti dell’idiosincrasia per spinaci e legumi.

Anche in materia di regali di Natale sa il fatto suo. In realtà fino ad un paio di anni fa siamo stati noi grandi a scegliere per lei. Abbiamo sempre optato per doni educativi che fossero sì divertenti, ma che avessero anche uno scopo didattico, che favorissero l’apprendimento e che stimolassero creatività ed immaginazione.

L’anno scorso però Bibì era perfettamente in grado di esprimere le sue preferenze, così ha presentato a Babbo Natale la sua personale lista di desideri. Sul tema aveva idee chiarissime e in cima all’elenco svettava la richiesta più ambita, un giocattolo che con ogni probabilità aveva scoperto sorbendosi la pubblicità nelle pause di quei cartoni animati di fronte ai quali, talvolta, noi genitori colpevolmente l’abbandoniamo. Sulla carta rossa della letterina aveva disegnato un animale alato dalla cui testa sporgeva una protuberanza conoidale molto simile ad un bernoccolo. Abbiamo ben presto appreso che la strana creatura era l’unicorno magico.

Si tratta di un gioco interattivo che muove testa, zoccolo, ali, si siede, sta in piedi e si sdraia. Al di là del fatto che fa più esercizio fisico di quanto ne faccia io in una settimana, la vera chicca è che il suo foruncolo puntuto, si illumina di diversi colori. Ora, il giocattolo in questione oltre ad essere oggettivamente brutto e piuttosto costoso, appartiene a quella categoria di giochi che Bibì, dopo un interessamento fugace, abbandona a se stessi. Ma poi, i liocorni, a differenza dei coccodrilli l’orango tango il gatto il topo e l’elefante, non si erano estinti ?!?

E’ partita pertanto una campagna di dissuasione da parte di noi genitori che ha visto la collaborazione dei nonni, dei partenti entro il terzo grado e degli affini entro il secondo. Abbiamo usato armi di convincimento più o meno convenzionali. Inizialmente abbiamo tentato la via della razionalità cercando di farle capire che si sarebbe stancata subito di quel gioco così poco creativo, poi l’abbiamo blandita proponendole in alternativa una gamma di doni dalla vastità al limite del decoro infine abbiamo provato ad instillare il lei il seme del dubbio arrivando a paventarle la possibilità che Babbo Natale avesse finito le scorte del bitorzoluto animale.

Quando stavamo ormai per capitolare rassegnandoci a regalarle la gibbosa bestiola, Bibì è capitolata.

“Ok mamma, va bene non voglio più l’unicorno”

cori celestiali di Halleluja

“Ottimo amore mio! esprimi pure un altro desiderio, qualunque cosa tu voglia, sarà tua!”

“Voglio i trucchi mamma!”

Dopo aver passato una buona parte del 2016 a pulire il faccino di una bimbetta di quattro anni da un intruglio dalle tonalità che viravano dal rosa fuksia al blu oltremare, quest’anno con l’approssimarsi del Natale, con un certo carico di apprensione, ho posto a Bibì la fatidica domanda: “Amore cosa vuoi per Natale?”

“Voglio due mollettine per i capelli e una tovaglietta per fare i pic nic”

Di fronte ad una richiesta così frugale, quel residuo di mamma normativa che ancora alberga in me si è completamente disintegrato. Mi sono sciolta come neve al sole ed ho provato ad incalzarla:

“amore, ma i folletti, se vuoi, possono costruire per te strumenti musicali, cavalletti da disegno, o altri giocattoli più divertenti ed elaborati”

“va bene mamma, allora voglio l’unicorno magico!”

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3 pensieri su “L’UNICORNO

  1. ahahah….carinissimo il tuo articolo! la tua BIBI è già una donnina ha gusti evidenti e direi molto femminili 😉 comunque molto testarda quando decide per una cosa deve essere proprio quella;) che dolcezza !!!questo ci fa capire come il carattere che emerge è già chiaro fin da piccoli 😉
    un abbraccio
    Silvia

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