pioggia

LE COSE BELLE

A Milano oggi piove. L’abbiamo aspettata tanto questa benedetta pioggia, le centraline dicono che i valori del pm10 sono scesi sotto la soglia di allerta, l’aria è un po’ più respirabile. Ciononostante i miei concittadini non faranno i salti di gioia. Milano quando piove diventa un acquario, la viabilità un unico grande tappo.

A me invece la pioggia piace, da sempre. E non è solo per quella sensazione piacevole di stare in casa sotto le coperte al calduccio, con la tazza di tè caldo e un buon libro in mano. Che per carità, per me che sono orso a metà, è un’atmosfera ideale per andare in letargo! Ma in realtà mi piace anche uscire sotto la pioggia, la trovo terribilmente romantica. Fin da quando ero bambina, mi dà la sensazione che tutto brilli, che la città luccichi, che ci sia un po’ di magia nell’aria.

Anni fa raccontavo di questo mio feeling per la pioggia ad un amico e lui mi disse: quello che mi piace di te è che in qualunque situazione riesci a vedere le cose belle.

Allora chiariamoci: a me Pollyanna è sempre stata simpatica come il prurito sotto la pianta del piede durante un colloquio di lavoro. Il suo gioco della felicità, quello di trovare sempre l’aspetto positivo anche nelle situazioni più drammatiche, mi ha sempre dato sui nervi. Se invece di una bambola ti regalano un paio di stampelle, piuttosto che gioire perché ti rendi conto che a te, per fortuna, non servono, trovo che sia più liberatorio dedicarsi alle imprecazioni. Ce ne sono di molto colorite e terribilmente efficaci.

Insomma se pesti una merda, invece di convincerti che profuma di lavanda, fai prima a tirare un vaffanculo. E’ senz’altro più volgare, ma ha un effetto decisamente catartico. E scusate il francesismo.

Però a volte succede, soprattutto quando conduci una vita molto frenetica, come la mia, che tutto finisce per avere lo stesso sapore ed è come se le cose belle venissero risucchiate, con tutto il resto, dentro un frullatore e ne uscissero in un’unica poltiglia monocolore.

E allora credo sia importante non perdere la capacità di vederle, le cose belle, anche nel mare magnum della noia, nell’omologatore della routine, anche quando sembra che le giornate diventino una copia in bianco e nero di quella precedente.

Perché un conto è costringersi a vedere l’aspetto positivo anche dove non ve n’è traccia, negando una rabbia legittima e sana, ricacciando in pancia una delusione, impedendo ad un dolore di trovare la giusta collocazione, che tanto le emozioni, anche quelle negative, prima o poi saltano fuori e se non facciamo loro posto vengono a galla nel momento e nel modo sbagliato. Con una bella gastrite, per esempio.

Un’altra invece è perdere la capacità di vedere una cosa bella quando ce la troviamo davanti.

Se la giornata lavorativa è andata male, il sorriso di mio figlio al rientro a casa non è meno aperto, né meno dolce è l’abbraccio di mia figlia.

Se ho scritto e poi pubblicato un post che non mi convince, non è detto che nel blog non ce ne siano di migliori, anzi a rileggerli, qualcuno è venuto proprio carino (ma resto umile)!

Se la vita di coppia non è più quella che precedeva l’arrivo dei figli, e ci sono serate che abbiamo solo la forza di sdraiarci sul divano con le facce crepate, i momenti di complicità non sono meno intensi, né meno chiassose le nostre risate.

In una giornata ci sono tante cose: la sveglia presto, ma anche il profumo del caffè, le corse per non far tardi, ma anche il sorriso di una maestra gentile, i borbottii del capo ma anche le risate con i colleghi, i capricci, ma anche le coccole, la stanchezza, ma anche la favola della buona notte tutti insieme sotto il piumone.

E allora se impariamo a far caso anche gli aspetti della quotidianità che seguono i “ma anche” ci accorgiamo che nella copia in bianco e nero si intravede qualche colore, che pian piano si delinea un disegno, forse sbilenco ma originale, che compare un affresco, magari sbavato, ma vivace.

E poi, ogni tanto, ci sono le giornate di pioggia, il traffico ingolfato, i bambini che saltano nelle pozzanghere che neanche Peppa Pig nel fango, gli ombrelli che sgocciolano e ci bagnano, ma anche quel luccichio un po’ magico che fa scintillare anche una città grigia come la mia, che a me sembra tappezzata di glitter.

Ma io, lo sapete, sono un’inguaribile romantica.

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6 pensieri su “LE COSE BELLE

  1. Allora andiamo d’accordo su 1) Pollyanna. 2) Sulla pioggia anche, ma non deve esserci sempre, ci vuole sempre un riciclo alle giornate. 3) Sul fare qualche imprecazione e io sono maestro nel cagare fuori dal vasetto. E sul 4) “ma anche”… ci sta che c’è qualcosa di bello- Sì, sì, ci sta. 😉

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  2. E’ esattamente il proposito che ho fatto a gennaio, quando ho scritto “vorrei restare con questo senso squisito del valore. Sarebbe bello accorgermi del bello.” Io ci sono arrivata con qualche imprevisto che ha rimesso in luce ciò che conta, a partire dalle cose minute minute… Di vaffanculo ne sparo a raffica: ma mentre li grido l’occhio acchiappa il bello.

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  3. sono pienamente d’accordo con te, saper vedere le cose belle non significa essere molli o sognatori, anzi significa il contrario concretezza perchè il bello ce l’abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni ma abbiamo la vista offuscata dal troppo brutto 🙂
    ml

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