compleanno

Bibì

Hai da poco imparato ad andare sulla bicicletta senza le rotelle.

Ti teneva tuo padre, una mano sul sellino per raddrizzare quella pedalata sghemba e quell’incedere incerto, io ti guardavo da lontano per non caricarti delle mie attese e per non gravare delle mie paure le tue prime inevitabili cadute.

Pian piano ti sei sganciata dalla sua presa e da quel tenero tentennare, hai messo la schiena dritta e ti sei assestata su un equilibrio sempre meno precario e sotto uno sguardo via via più rilassato.

Dopo eri contenta e canterina, come ogni volta che impari qualcosa di nuovo: a pronunciare la erre, a stare a galla nell’acqua, a scrivere il tuo nome.

E io sono felice con te, per ogni tua nuova conquista, per quelle tappe che ti aprono il sorriso a ventaglio e ti spingono con uno sbuffo un po’ più lontano da me.

Perché è giusto così, perché si cresce a sussulti, piantando bandierine.

E oggi non riesco a non pensare a quell’agosto caldissimo, a quei giorni di attesa sfibrante, gli ultimi in cui eravamo midollo dentro la stessa corteccia.

Dei tuoi primi istanti ricordo il tuo sguardo indagatore che mi fissava incuriosito, la tua voce potente che sovrastava il pianto degli altri bambini, ma soprattutto i tuoi capelli. “Ma ne ha tantissimi!” dicevano le ostetriche. “Oddio non saranno troppi?” Chiedevo allarmata a tuo padre.

Dicevano tutti, allora come ora, che assomigli tanto alla mamma, una mela spaccata in due.

Hanno ragione, ma forse non sanno che tu sei la mia parte migliore. Non ti sei portata dietro le miei paure, il mio perpetuo incespicare, ti incastri meglio col mondo.

Solo questo vogli dire di te. Non intendo chiuderti in una definizione, né appiccicarti un’etichetta addosso, cerco di non farlo mai, il rischio è di incanalarti in un solco o intrappolarti in un calco di gesso in cui sarai costretta ad adattare la forma.

Non ti voglio caricare delle mie aspettative; come quando impari ad andare in bicicletta, preferisco che sia tu a trovare il tuo equilibrio.

Io ti proteggo e veglio su di te, cercando di mantenere la giusta distanza, fino a quando ti staccherai da noi, come dalla mano di tuo padre sul sellino, per andare libera nel mondo.

Perché un giorno di certo succederà, ma oggi compi solo cinque anni e sei ancora la mia bambina.

Tanti auguri amore mio.

La mamma

 

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9 pensieri su “Bibì

  1. Che tenera che sei. Anche io cerco di comportarmi come te con i miei due ometti. È bello veder loro fare ciò che a me nn sempre è riuscito. Significa che sono riuscita a nn passar loro ansie e timori e che benché nati da me hanno un loro carattere ed una loro interpretazione del mondo

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