giorni di pioggia

PROMEMORIA PER I GIORNI DI PIOGGIA

Quando dobbiamo uscire e fuori piove i miei bambini, consapevoli di avere una mamma piuttosto sbadata, mi rammentano sempre quello con cui li devo agghindare. “Ricordati di metterci le galosce” dicono freschi di Peppa Pig e “non scordare gli ombrelli”.

Adesso, per loro, i giorni di pioggia, richiedono un’attrezzatura tutto sommato piuttosto scarna. Quando cresceranno invece dovranno affrontare ben altre tempeste e si dovranno dotare di un equipaggiamento un po’ più corazzato di un paio di stivali di gomma.

E allora ho preparato loro dei pizzini, da mettere da parte e tirare fuori, come promemoria, per quel periodo in cui, per ripararsi dalla pioggia, non basterà più un ombrello.

Arriveranno gli insuccessi, ma tu ricorda che fallire non significa essere un fallito, che sbagliare non significa essere sbagliato, a tutti prima o poi capita di cadere, quello che conta, come facevi quando imparavi ad andare in bicicletta, è alzarsi e ripartire.

Avrai paura. Ti tremeranno le mani e la voce, forse penserai di non farcela. Ricorda che a volte non è necessario stare troppo a pensarci, basta tapparsi il naso e buttarsi, come fai il venerdì in piscina mentre impari a nuotare.

Verrai giudicato. Cercheranno di sminuire l’opinione che hai di te stesso. Ci proveranno, stanne certo. Difendila a spada tratta, come fai quando giochi ai pirati, è la pietra più preziosa che hai nel forziere.

Arriveranno gli errori, ricorda di starli ad ascoltare. Ti insegneranno a cambiare modo o a cambiare strada. A te resterà l’arduo compito di capire quando l’uno e quando l’altra, così da poter andare nel mondo con passo sicuro, come la prima volta che ti sei staccato dalla mia mano ed hai iniziato a camminare.

Arriverà la stanchezza, ti sentirai sfinito e senza forze, ma tu non darti per vinto, ricorda che nulla ti darà più soddisfazione dei traguardi che hai conquistato con l’impegno e con la fatica del tuo lavoro, come le volte in cui mi aiuti a fare la torta e poi mi dici: “stavolta mamma è venuta più buona”.

Ti ferirà l’amore. Arriverà con le farfalle e ti porterà così in alto che ti verranno le vertigini. Poi andrà via e farà male, forse penserai che non tornerà mai più. Ricorda invece che è solo andato a cambiarsi, come fai di continuo tu con la barbie. E’ andato a posare gli occhi verdi, quelli che ti facevano sentire le gambe di burro e farà ritorno indossando uno sguardo di pece che ti farà girare la testa.

Arriverà la noia, le giornate si faranno lunghe come le ombre al crepuscolo, tu però non la scacciare, piuttosto fermati e stai in ascolto, perché è in quei momenti che le tue passioni ti verranno a cercare, come nei giorni in cui mi dici “mamma non so cosa fare” e poi mi stupisci con un’acrobazia di fantasia e creatività.

Ma c’è una cosa che, su di tutte, vorrei che tenessi a mente. Ed è che i giorni di pioggia passano. Talvolta il cielo ti sembrerà così cupo che sotto la sua coltre grigia non riuscirai a intravvedere neppure uno strappo d’azzurro.

E invece, stanne certo, le nuvole inizieranno a diradarsi. Talvolta le osserverai sbiadire lentamente, come l’inchiostro dagli scontrini, altre invece ti basterà andare a dormire per risvegliarti l’indomani con una giornata di sole. Ma, stanne certo, il sereno tornerà ad esploderti in petto e forse dentro di te penserai che è ancora più bello perché ieri pioveva.

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