prendere una decisione importante

SE MAGGIO TI METTE NELL’ANGOLO

Maggio è un mese di chiusure.

Perché sebbene le scadenze ufficiali si concentrino in giugno le incombenze si riversano in maggio.

Maggio è il mese dello sprint finale prima dell’avvento dell’estate. Quello che, più di ogni altro, mi fa pensare che l’invenzione della mamma multitasking sia solo una sonora presa per i fondelli ordita da un manipolo di imbroglioni maschilisti e misogini.

Sì, perché, a maggio, nella mia agenda, gli impegni si moltiplicano come gli enzimi dello yogurt dopo una notte a bagno nel latte.

Ci sono gli appuntamenti legati alla scuola dei bambini: i colloqui con le maestre, le pizzate di classe, le gite scolastiche, le feste di fine asilo, i richiami per le vaccinazioni, la documentazione da raccogliere per la scuola primaria. A cui si aggiungono quelli legati alle altre sfere della mia vita privata e lavorativa, che, per una mera questione di spazio, non sto ad elencarvi.

In realtà le scadenze si avvicendano durante tutto il corso dell’anno, solo che a maggio, quando all’orizzonte si inizia ad intravvedere il traguardo delle vacanze, tutto sembra pesare di più. Accade, suppergiù, come negli ultimi metri prima della vetta, quando, dopo aver scalato la montagna, ti concedi di sentirti addosso tutta la stanchezza del viaggio proprio perché sai che la meta è ormai alla portata.

Fatto sta che arrivano i giorni in cui, essere una mamma che lavora, mi pesa più di altri. Allora mi chiedo cosa resta di me, in quei giorni, dove sono finite le energie, dentro a quale cassetto ho chiuso i mei progetti, in quale anfratto recondito ho accantonato le mie passioni.

E la risposta, che arriva puntuale, è sempre la stessa: in un angolo, appena dietro la parola “dopo”.

E non è che mi manca il tempo perché vorrei scalare la cima dell’Everest, in verità voglio solo leggere quel libro che è accampato da mesi sul mio comodino e ha uno strato di polvere per copertina, vedere un film che è uscito due anni fa al botteghino e che ora anche in streaming ti tirano dietro, fare un salto a Torino, al salone del libro.

Ma quando non c’è tempo per fare tutto, passano per prime le priorità di natura pragmatica e restano indietro gli aspetti che all’apparenza sembrano futili o solo procrastinabili, ma che in realtà contano come o forse più degli altri. E’ solo una questione di prospettiva.

Così maggio diventa per me il mese in cui le scelte si mettono in discussione e arriva più forte la tentazione di rovesciare il tavolo e stravolgere gli equilibri. Diventa il mese in cui capire se è il caso di rivedere il piano editoriale della mia vita e riclassificare le priorità.

E allora si fa strada un’esigenza che è rimasta latente per tutto l’inverno e ora mette fuori la testa ed esce dal letargo. Prorompe e prende forma un pensiero che è rimasto in un cantuccio nei mesi freddi, che non s’imponeva, ma neppure restava inerme, lavorava piuttosto al buio e nelle retrovie, scavandosi la strada per una via d’uscita.

Un’acqua cheta che ora sembra un fiume in piena.

E diventa una decisione che non riesco a digerire, che fa su e giù come un pasto pesante, perchè ci sono ancora delle paure da elaborare e dei sensi di colpa da smussare.

Ci vorrebbe una camomilla calda che, come dice mia mamma, risolve l’indigestione, o dentro o fuori, e non se ne parla più.

Io però non sono una da prese di posizione, nell’indecisione ci sguazzo come una papera nello stagno. Valuto pro e contro, faccio paragoni più o meno pertinenti, arrivo ad una conclusione e torno sui miei passi.

Ma forse maggio non è il mese delle scelte, forse le decisioni importanti si prendono a bocce ferme, quando la concitazione dovuta al susseguirsi degli impegni si sarà un po’ placata.

Forse il mese prossimo, quando i miei bambini andranno in collina con i nonni e nella mia agenda resteranno per lo più impegni legati ai miei interessi, l’esigenza di riconsiderare la logistica della mia vita si farà più silenziosa e tornerà in letargo nel suo cantuccio.

E allora capisco che forse mi sbagliavo. Le decisioni importanti si prendono a maggio.

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4 pensieri su “SE MAGGIO TI METTE NELL’ANGOLO

  1. Condivido ttt. Maggio è x me il mese della lavatrice con centrifuga costantemente inserita. Nn mi fermo mai. Ed ahimè dovendo inserirli in due centri estivi diversi, nn finirò di trigare fino alla seconda settimana di agosto. In più aggiungici che i miei colleghi fortunelli andranno in ferie tra giugno e luglio, e qui di sarò sola in ufficio…. Vorrei tanto fermare le bocce!!!

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