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LA MIA VALIGIA PER L’ANNO NUOVO (2019 EDITION)

Eccomi qua, a scrivere uno di quei post che in questo periodo pullulano in rete, uno di quelli ormai diventati tradizionali come le lenticchie a capodanno. C’ero già cascata nel 2016, e replico anche quest’anno perchè credo che mettere nero su bianco i propri intenti aiuti se non a realizzarli, quanto meno a chiarirseli. E allora, abbiate pazienza, dovrete sorbirveli ancora.

Come d’abitudine inizio con ciò che voglio abbandonare nell’anno vecchio. Si tratta di un equipaggiamento che ho sistemato in valigia in tutti i miei viaggi e che ho sempre ritenuto indispensabile portarmi appresso. Ho scoperto invece, cammin facendo, che non serviva ad altro che ad appesantirmi il viaggio. Così lo tiro fuori dal mio bagaglio e per quest’anno provo a fare senza.

IL TEMPO SPESO A RIMESTARE NEL PASSATO io sono una che fa fatica a stare nel qui e ora. Devo lavorare sulle frustrazioni, sviscerarle, cercarne le cause. Ho bisogno di ripercorrere lo snodo che mi ha fatto sbagliare strada, nel tentativo postumo di sbrogliarlo o anche solo di capire come mi sono annodata. E fin qui andrebbe anche bene, a volte indagare le cause aiuta a capirsi e anche a ritrovarsi, ma quella col passato deve essere una frequentazione estemporanea, un giro di valzer e poi via, per non correre il rischio di caderci dentro. Come mi capita quando mi perdo nei “se avessi fatto” e nei “se avessi detto”. Come mi accade quando sto troppo a chiedermi come sarebbe andata se di fronte a quel bivio avessi scelto l’altra strada.

Ed è in questi casi che la frequentazione assidua del passato diventa una cattiva compagnia perchè induce a credere che, se una volta abbiamo perso il treno, probabilmente in futuro non ne passeranno altri e invece le opportunità sono sempre alla portata, ma bisogna concedersi il rischio di mischiare le carte e ripescare dal mazzo.

Così per quest’anno il passato provo a lasciarlo lì dove deve stare, nel passato appunto. Nella valigia per il 2019 voglio fare spazio a un corredo più leggero che mi consenta di viaggiare con più agio. Ed è per questo che ho deciso di infilarci del materiale più lieve:

I PROGETTI PER IL FUTURO. La progettualità è sempre stato per me un motore stimolante. Fissarci una meta dà un senso al nostro andare e uno scopo ai nostri giorni ed è un’attitudine a cui faccio volentieri spazio in valigia. Ma l’esercizio di proiettarsi nel futuro nasconde talvolta una deriva pericolosa: nel mio caso si palesa quando penso che mi sentirò realizzata soltanto quando avrò raggiunto i miei obiettivi, solo che una volta in cima alla vetta, sento di nuovo la necessità di fissare altri traguardi, con un effetto domino che potrebbe protrarsi all’infinito e partorire frustrazioni.

E poi, per me che sono di indole pigra, fare programmi per il futuro diventa una scusa per procrastinare ed ha il sapore di quei vedremo che talvolta somministro ai miei figli solo per rimandare una decisione o per mascherare un diniego.

Così quest’anno userò i miei progetti alla stregua di una bussola (o del più moderno Google maps) da tirare fuori solo quando mi sembrerà di perdere la strada e avrò paura di non sapermi orientare, ma per il resto voglio lasciarli in una tasca della valigia, a portata di mano ma chiusi con la zip.

L’ATTITUDINE AD ACCOGLIERE L’IMPREVISTO. Vi sembrerà strano, ma nel mio bagaglio voglio fare posto anche a tutte quelle seccature che appena si presentano mi fanno alzare gli occhi al cielo ed imprecare come un ultrà in curva sud dopo un autogol della squadra del cuore. A quei piccoli eventi che mi sembra rallentino il mio percorso o addirittura lo facciano tornare indietro come se avessi premuto il tasto del rewind. Perchè da un po’ di tempo ho imparato ad interpretare alcuni di quelli che sembrano semplici contrattempi come piccoli segnali che mi vengono a dire che sto sbagliando strada e che forse è meglio cambiare direzione. Più che intoppi, si rivelano piccole crepe che rompono la routine, e che se riesco a indirizzare nel verso giusto, diventano la chiave che apre la strada a nuove opportunità. Perchè spesso il cambiamento passo proprio da lì, da una piccola incrinatura del vivere quotidiano.

LA CAPACITA’ DI STARE NEL PRESENTE. Ora io e il presente abbiamo sempre avuto un rapporto difficile. Per me è un po’ come con quegli uomini con cui stai bene, ma che hai sempre la tentazione di cambiare, almeno un po’. E per farlo sbircio nel passato o progetto il futuro. Ma non riuscire a vivere nel presente è come non concedersi mai di essere felici. E’ un modo per sminuire quello che abbiamo ottenuto e dare per scontate le nostre vittorie, come se non avessero importanza. E invece se mi guardo intorno il mio presente è costellato di traguardi raggiunti e di pretesti per essere soddisfatta. Così ho deciso che nella valigia per il 2019 riserverò un ampio spazio al tempo che impiegherò ad accorgermi dei momenti in cui sono felice.

Il mio bagaglio per l’anno che viene è pronto, si chiude agevolmente e sollevandolo mi rendo conto che ha esattamente il peso che volevo che avesse, quello della leggerezza.

5 pensieri su “LA MIA VALIGIA PER L’ANNO NUOVO (2019 EDITION)

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