Perchè il coaching?
Fin da sempre ho avuto una naturale inclinazione per l’ascolto, l’empatia e la crescita personale, ma il mio non è stato un percorso lineare.
Prima di approdare al coaching ho seguito strade diverse che mi hanno condotta verso direzioni non sempre in linea con la mia vera essenza.
Dopo la laurea in Giurisprudenza, ho esercitato come avvocato per diversi anni. Eppure, nonostante l’impegno e la dedizione, non si è mai acceso in me il sacro fuoco — quella scintilla che accende la passione per il proprio lavoro, quella motivazione profonda che va oltre il semplice dovere o la necessità economica.
Così ho deciso di rimettermi in gioco e di cambiare strada, entrando in azienda nel settore assicurativo. Anche lì ho avuto modo di acquisire competenze preziose e ho ottenuto riconoscimenti professionali. È stato un percorso arricchente, che mi ha permesso di conoscermi meglio e di maturare il desiderio di dare una direzione ancora più autentica al mio futuro .
Così ho deciso di ascoltare più a fonde me stessa. Ho riscoperto le mie passioni, i miei interessi e le mie attitudini.
Ho seguito un Master in Coaching Umanistico e mi sono innamorata di un metodo che non solo mi rispecchia profondamente, ma che trovo incredibilmente efficace nell’aiutare le persone a riscoprire il proprio potenziale e affrontare con sicurezza il cambiamento.
Infatti, in un mondo che tende a puntare il dito sulle mancanze e i difetti, il coaching umanistico, si concentra invece sui punti di forza e sulle potenzialità di ciascuno, trasformando risorse spesso trascurate in competenze volte alla realizzazione della versione più autentica di se stessi.
Inoltre questo approccio non si limita al conseguimento di obiettivi concreti, ma è un percorso volto all’autorealizzazione, è un viaggio verso il raggiungimento di una felicità in linea con i propri scopi e valori più profondi.
Questo mi ha dato una spinta autentica, una passione profonda che mi guida ogni giorno. E ha acceso in me quel fuoco che arde quando sento di essere nel posto giusto, quando accompagno le persone nel loro cambiamento, quando vedo accendersi nei loro occhi la consapevolezza del proprio valore.
Il mio lavoro nasce da lì: da una vocazione, non da un dovere. Da un desiderio sincero di aiutare gli altri a ritrovare fiducia, coraggio, e la libertà di essere sé stessi.
Sono stata anch’io una timida
il motivo per cui da coach ho deciso di focalizzarmi proprio su questo argomento è che so bene cosa significa sentirsi bloccati dalla timidezza. Per anni ho vissuto il disagio di non riuscire a esprimermi come avrei voluto, nel timore perenne del giudizio altrui.
Mi sentivo a disagio quando dovevo interagire in contesti pieni di gente estranea e spesso rimanevo in silenzio per paura di dire qualcosa di sbagliato. Se parlavo in pubblico, non potevo fare a meno di arrossire soprattutto in presenza di persone che mi piacevano o che ritenevo importanti. In alcune situazioni sociali facevo fatica a farmi nuove amicizie, mi bloccavo nei discorsi e temevo di risultare noiosa o inadeguata.
Poi con il tempo ho scoperto strategie efficaci che mi hanno consentito di riportare l’ansia a livelli gestibili. Questo mi ha fatto capire che anche per i timidi il cambiamento è possibile.
Non credo però nelle soluzioni miracolose, nelle trasformazionie radicali che si accadono dall’ oggi al domani. Il cambiamento avviene passo dopo passo, attraverso piccoli progressi costanti che costruiscono fiducia e sicurezza nelle interazioni sociali.
